Raccolta di testi lievi.

Raccolta di testi lievi.

Io non sono un uomo, 

Neppure una donna.

Sono libero.

Io non sono italiano,

Io, sono libero.

Io non sono omosessuale,

Sono libera.

Io non ho cultura e neppure tradizioni

Esisto adesso, sola, e sno lbr.

Chi sono io, se non sono?

Sono,

Libertà.

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Un fiore suona di giallo sul davanzale squadrato della casa di una donna e di un uomo che si credono amanti. 

Il gatto passeggia silenzioso sul confine tra l’esser preda o cacciatore.

Un reggae caldo riempie la piccola stanza da bagno e da lì va giù e su per il cavedio attraverso la finestra socchiusa, l’acqua scorre sul suo corpo ancora giovane, è fresca, è primavera.

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Can I be something that I’ve not doomed to be?

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È giusto amarci.

Perché alla fine prima di morire,

C’è stata la vita.

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Ego

Ecco Ego faccia di facce di occhi di specchio.

Prende tutto, vuole tutto. Tiene forte con mani di pietra, è pesante. è goffo. è impaurito.

Muove il corpo con spinta macchinosa e gratta e graffia e gratta e tira. 

Gratta le pareti ma si dice orizzonte.

Sbatte con suono di ferro ma si dice albero.

Piange disperato ma si fa sicuro d’amare, d’amarti. 

Amor Morto.

Ego teme il vento interno del respiro del solo bambino, la pancia si gonfia e per lui è la fine.

Ego arriva, non è già 

Ego è pensato da loro e ride in te

è à è ù 

Guarda in giù ed ego non c’è più 

à ù ù ù

Guarda in sù ed ego non c’è più.

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Raccontami o musa 

Come mi chiamano i miei compagni uomini non ha alcun valore. Quale è il suono che farà volgere le mie membra al tuo cospetto? Quale il tuo richiamo.

La mia conoscenza si sbriciola davanti alla verità, la mente si dimena e cerca appiglio ma tutto è liscio e senza confini, l’occhio cerca un’ombra nota e il piede s’arriccia nel tentativo d’aggrappar materia. 

Il vuoto è La casa del saggio. 

Il silenzio è il verbo.

Tu che hai bisogno voltati e non tornare, qui dimorano gli uomini soli. 

Il colore, la nota calibrata,  il corpo mio è tuo; piangiamo insieme la morte di un uomo che ha sollevato il mondo in cambio della propria felicità.

Ecco come si muore qui. Il prezzo sei tu

Le parole hanno il sapore del sangue e la gola stringe l aria. Gli occhi stanchi. Si dorme mai?, o si muore ogni notte. Volerei se solo tu non mi guardassi sempre, o caro vecchio me. Non preoccuparti. Arriverà il giorno in cui riposeremo abbracciati, io ti vedo. Ma ancor sei più libera di me. Arrivo e vollimi bene. Imparerò e poi inevitabilmente mi staccherò. O musa o madre o luce o me.

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Queste parole non sono per te o lettore. 

Questa voce in lettere é letta con la tua voce. 

Non importa dove sono e neppure chi io sia. Se guardi in alto mi vedi, se guardi giù mi vedi. L’uomo cerca in una foresta di specchi le ombre dello stesso sguardo. L’eco del tremore del suo cuore rimbalza e confonde una mente stanca che non appartiene all’individualità. avida mente così decorativa mente costruita in se stessa su di sopra e ancora di lato e accanto. Il pavimento è invisibile ed il piede non ha coraggio di prestar orecchio. 

Uomo che scappi da tutto sei il creatore del bene e del male e ti sei dimenticato che si può fare tutto, e tutti insieme.

Fallo entrare, da troppo tempo bussa. Lascia cadere il peso della correzione. 

Entra lei o sono io a dover uscire?

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La vita non è come te la immaginavi? 

La sera è già arrivata e sei così stanco.

Il lavoro come lo abbiamo ideato non ha alcun senso?

Gli uccelli cantano ma tu no. 

Hai idea di quanta energia serve per … cosa?!

Tu, lei/lui, loro, tutti quanti!, siamo noi.

Qui è la vita: che sciocchi.

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